martedì 26 settembre 2017

Demo FIFA 18


Ho provato il demo di Fifa 18 e devo dire che sono rimasto sorpreso.

Abituato alla solita simulazione calcistica con Pes o con Fifa mi sono trovato davanti un accostamento alla realtà diverso. sarà l'effetto della palla oppure i dettagli dei giocatori. 
Non sai più cos'è reale e cos'è virtuale! Il buon Cristiano Ronaldo si comporta da vero Ronaldo nelle movenze, nei passaggi, nel modo di tenere la palla. E' più vero di quello vero!

Non ho ancora provato il gioco completo Pes ma tra i due se devo sbilanciarmi Fifa per tutta la vita! 

Cristiano stanco?


Segnalo la pubblicazione in veste grafica diversa con una prefazione nuova ma dal contenuto identico dei classici "Cristiano Stanco?" e "Convertirsi alla Gioia" di Paolo Curtaz.

Il primo per chi si sente spossato e a voglia di rispolverare la Parola.
Il secondo per chi a voglia di credere. Quest'ultimo è una riflessione e meditazione sui testi della Pasqua.

In arrivo a novembre un nuovo testo dal titolo: "L'arpa e la fionda. I re d'Israele".


(Non ho ancora trovato la copertina ufficiale altrimenti la pubblicavo)

L'ultima battaglia e l'Apocalisse

Mi appresto a leggere l'ultimo libro delle cronache di Narnia e mi accorgo che avrà a che fare con l'ultimo libro della bibbia, l'Apocalisse.

L'inizio è come al solito fresco di fantasia e creatività. Lewis ci aiuta a trattare di temi teologici alti attraverso la fantasia. Pone uno scimmione di nome Cambio in combutta con un asino di nome Enigma. E la battaglia ha inizio. Come del resto fa l'Apocalisse non ci spiega per filo e per segno come sarà la cosiddetta fine del mondo. Non ci spiega come sarà la fine ma tenta di spiegare il fine. Ho appena iniziato a leggere ma mi sto accorgendo che ogni simbolo o immagine nel libro di Narnia è come un cartello stradale che rimanda a qualcosa di più grande. Abbiamo bisogno di immagini e simboli per poter esprimere qualcosa circa la fine del mondo, anzi circa l'escatologia. 

Come ho fatto con gli altri libri cercherò di dare qualche linea di lettura e qualche parola chiave che aiuti a gustare la lettura. Sembrava un libro per bambi e si è rivelato un libro non solo per i bambini ma anche per gli adulti. Un libro che narra di avventure a Narnia e parla di escatologiaè forte. Cercherò di non perdermi in questa avventura dove l'esercito del bene combatte contro il male. Se farò altre scoperte sarò felice di condividerle. Per ora mi limito a dare un assaggio.

 Negli ultimi tempi di Narnia, nei pressi della grande cascata a ovest della Landa della Lanterna, viveva una scimmia di dimensioni gigantesche. Era così decrepita e incartapecorita che ormai nessuno ricordava più quando fosse comparsa per la prima volta nella regione. Era uno degli esseri più intelligenti e allo stesso tempo più malvagi che si potessero immaginare. Viveva su una grande quercia, in una piccola capanna con il tetto di foglie e le pareti di legno, costruita sulla biforcazione di due rami enormi. Il suo nome era Cambio. Il bosco era praticamente deserto e gli uomini, gli ani-mali parlanti o i nani che lo avessero scelto come dimora si contavano sul-la punta delle dita, ma Cambio un amico ce l'aveva: un asino di nome E-nigma che viveva poco lontano. Sostenevano entrambi di essere amici per la pelle, ma da come andavano le cose si aveva l'impressione che Enigma fosse il servo di Cambio più che il suo migliore amico. A Enigma, infatti, toccavano tutte le fatiche: quando andavano insieme al fiume, Cambio por-tava le borracce ma era Enigma che le riportava indietro piene d'acqua. Quando bisognava scendere in città per acquisti, toccava a Enigma farsi tutta quella strada e tornare con le borse strabocchevoli di mercanzia. E i cibi più gustosi che Enigma riportava dalla spesa venivano puntualmente divorati dallo scimmione, il quale commentava: — Il fatto è che io non posso mangiare erba e bacche come fai tu, quindi sono costretto a nutrirmi di altre cose.
(estratto dal primo capitolo) 

sabato 16 settembre 2017

Apple in vantaggio?


Ormai qualche giorno fa la Apple ha presentato i suoi nuovi gioielli che sanno di "vecchio" anche se il comparto è tutto nuovo. 
Ha presentato i nuovi iphone. In realtà non ne ha presentato solo uno ma ben tre modelli. L'8 e l'8 plus e infine l'ultimissimo chiamato X. Iphone X in onore di Steve Job e dei dieci anni da quando ha lanciato il primo iphone. 

Mi ha colpito di tutta la presentazione non lo stile che ormai siamo abituati a seguire ma il modo"normale" di presentare la realtà aumentata. Si vedeva il collega che con il nuovo iphone faceva comparire la realtà cosiddetta aumentata su di un tavolo completamente vuoto. Dove andremo a finire?  Non ho nulla da dire alla tecnologia ma quando la tecnologia confonde la realtà con la realtà virtuale allora i piani vengono confusi. Questo accade soprattutto con i più giovani. Quale caos ha creato chi giocava a Pokemon go. In Giappone un gran numero di persone si era riunito attorno ad una rotonda per cercare dei Pokemon e aveva mandato in tilt il traffico. 
E' solo un esempio ma a me fa paura questa realtà aumentata. Perchè ci sono i videogame che sono delle "simulazioni" appunto. Dai giochi di calcio ai simulatori di formula 1. Si capisce dove si vuole andare e quale fine c'è. Far giocare a calcio e formula 1. Invece la realtà aumentata aggiunge un se... un perchè... dei ma... che non esistono. Delle immagini sovrapposte alla realtà che confondono tutto.
Io ho paura... non so voi.

Millenium 5 - prime impresssioni

Leggendo il nuovo romanzo di Lagercrantz ci si trova veramente a casa. Si legge e intanto si ritrovano i punti di riferimento che aveva lasciato Larsson, gli stessi personaggi dei primi episodi. E non si fa fatica a ricordare e mettere insieme anche le immagini dei diversi film che riprendono tutta la vicenda. Questa volta si parte dal drago che ha tatuato la nostra Lisbeth per arrivare... dove il male ha la sua ombra, dove il male cerca di annidarsi. 

E' stato molto abile Stieg Larsson a tenere accesa la voglia di leggere e far passare le pagine per capire come va a finire e cosa succede.

Il primo romanzo secondo me è il migliore come trama. Imposta benissimo la situazione e la presentazione di Lisbeth fa presagire che i nostri beniamini avranno lunga vita. Non ci possono lasciare così facilmente. Vivono a tal punto che si è riusciti ad arrivare fino alla quinta puntata.

Buona lettura!

venerdì 15 settembre 2017

Primo capitolo di Origin

Il professor Langdon sollevò lo sguardo verso il cane alto una quindicina di metri seduto nella piazza. Il pelo dell'animale era un tappeto vivente d'erba e fiori profumati. "Io ce la sto mettendo tutta per trovarti bello" pensò. "Ci sto davvero provando". Osservò la creatura ancora per qualche istante, poi proseguì lungo una passerella sospesa e scese una larga rampa di scalini la cui superficie discontinua aveva lo scopo di costringere il visitatore ad alterare il ritmo dell'andatura. "E ci riesce benissimo" decise Langdon, rischiando di cadere per ben due volte sui gradini irregolari. Arrivato in fondo alla scalinata, si fermò di botto, fissando l'enorme oggetto che incombeva minaccioso più avanti. "Ora posso dire di averle viste proprio tutte". Davanti a lui si ergeva un ragno gigantesco, una vedova nera, le cui sottili zampe di ferro sostenevano un corpo tondeggiante a un'altezza di almeno dieci metri. Sotto l'addome del ragno era sospeso un sacco ovigero di rete metallica pieno di sfere di vetro. "Si chiama Maman" disse una voce. Langdon abbassò lo sguardo e vide un uomo snello in piedi sotto il ragno. Indossava uno sherwani di broccato nero e sfoggiava un paio di baffi arricciati alla Salvador Dalí al limite del ridicolo. "Mi chiamo Fernando" proseguì l'uomo "e sono qui per darle il benvenuto al museo". Esaminò una serie di targhette di riconoscimento posate sul tavolo davanti a lui. "Posso avere il suo nome, per favore?". "Certamente. Robert Langdon ". L'uomo alzò lo sguardo di scatto. "Ah, mi scusi! Non l'avevo riconosciuta, signore!". "Faccio fatica a riconoscermi io" pensò Langdon, avanzando impacciato in frac nero con farfallino e gilet bianchi. "Sembro un Whiffenpoof". Il classico frac di Langdon aveva quasi trent'anni e risaliva ai tempi in cui lui era membro dell'Ivy Club di Princeton ma, grazie al costante regime di nuotate quotidiane, gli andava ancora alla perfezione. Nella fretta di fare i bagagli, aveva preso il portabiti sbagliato dall'armadio, lasciando a casa lo smoking che indossava di solito in quelle occasioni. "L'invito diceva "bianco e nero". Spero che il frac sia adatto". "Il frac è un classico! Lei è elegantissimo! ". L'uomo gli si avvicinò a passi svelti e gli appiccicò una targhetta con il nome sul risvolto della giacca. "È un onore conoscerla, signore" aggiunse. "Sicuramente sarà già stato da noi?". Langdon osservò da sotto le zampe del ragno l'edificio scintillante davanti a loro. "In realtà mi vergogno a dirlo, ma non ci sono mai stato". "No!". L'uomo finse di cadere all'indietro. "Non è un amante dell'arte moderna?". Langdon aveva sempre apprezzato la sfida dell'arte moderna... in particolare gli piaceva cercare di capire il motivo per cui determinate opere erano considerate dei capolavori: i quadri di Jackson Pollock realizzati con la tecnica del dripping, i barattoli di zuppa Campbell di Andy Warhol, i semplici rettangoli di colore di Mark Rothko. Detto questo, Langdon si sentiva molto più a proprio agio a discutere del simbolismo religioso di Hieronymus Bosch o delle pennellate di Francisco Goya. "Ho gusti più classici" rispose. "Me la cavo meglio con da Vinci che con de Kooning". "Ma da Vinci e de Kooning sono così simili! ". Langdon sorrise, paziente. "Allora è evidente che ho parecchio da imparare su de Kooning ". "Be', è nel posto giusto!". L'uomo indicò con il braccio l'enorme edificio. "In questo museo troverà la miglior collezione d'arte moderna sulla terra! Spero se la goda". "È quello che intendo fare" rispose Langdon. "Vorrei solo sapere perché mi trovo qui". "Lei come tutti gli altri!". L'uomo si fece una bella risata, scuotendo la testa. "Il suo ospite è stato molto misterioso sullo scopo dell'evento di questa sera. Neppure il personale del museo sa cosa succederà. Il mistero è metà del divertimento... Girano un sacco di voci! Ci sono centinaia di ospiti dentro, molte facce famose, e nessuno ha la minima idea di cosa ci aspetti stasera! ". Langdon sorrise divertito. Poche persone al mondo avrebbero avuto la sfrontatezza di spedire degli inviti all'ultimo minuto dicendo in sostanza: "Presentati qui sabato sera. Fidati di me". E ancora meno sarebbero riuscite a convincere centinaia di VIP a mollare tutto e a saltare su un aereo per il Nord della Spagna per partecipare all'evento. Langdon uscì da sotto il ragno e proseguì lungo la passerella, alzando lo sguardo verso un enorme striscione rosso che sventolava sopra di lui: "Una serata con Edmond Kirsch". "A Edmond è sempre piaciuto mettersi in mostra" pensò, divertito. Una ventina di anni prima, il giovane Eddie Kirsch era stato uno dei primi studenti di Langdon all'università di Harvard... un ragazzo con una zazzera ribelle, appassionato di computer, il cui interesse per i codici lo aveva portato a iscriversi al seminario di Langdon per gli studenti del primo anno: "Codici, cifrari e il linguaggio dei simboli". Langdon era rimasto profondamente colpito dalla finezza intellettuale di Kirsch e, nonostante alla fine il giovane avesse abbandonato il mondo polveroso della semiotica per la promessa di un brillante futuro nel mondo dell'informatica, tra i due si era venuto a creare un legame studente-insegnante che li aveva tenuti in contatto per vent'anni, dopo che Kirsch si era laureato. "Ormai l'allievo ha superato il maestro" pensò Langdon. "E di parecchi anni luce". Ora Edmond Kirsch era un miliardario noto in tutto il mondo, un guru dei computer, futurologo, inventore, un imprenditore che agiva fuori dagli schemi. A quarant'anni aveva già ideato un'incredibile quantità di tecnologie avanzate che rappresentavano un enorme balzo in avanti in diversi campi quali robotica, neuroscienze, intelligenza artificiale e nanotecnologie. E le sue accurate previsioni sulle future scoperte scientifiche avevano creato intorno a lui un'aura mistica. Langdon sospettava che l'insolito talento di Edmond per le previsioni derivasse dalla sua vastissima conoscenza del mondo. Era sempre stato un insaziabile bibliofilo, e leggeva tutto quello che gli capitava sotto mano. Langdon non aveva mai incontrato nessuno che avesse la sua passione per i libri e la sua capacità di assimilarne il contenuto. Negli ultimi anni Kirsch aveva vissuto principalmente in Spagna, attribuendo questa scelta al fatto di essersi innamorato del suo fascino da Vecchio Mondo, dell'architettura d'avanguardia, degli stravaganti cocktail bar e del clima perfetto. Una volta all'anno, quando Kirsch tornava a Harvard per parlare al Media Lab dell'MIT, Langdon lo raggiungeva per pranzare in uno dei nuovi ristoranti alla moda di Boston di cui lui non conosceva neppure l'esistenza. Non parlavano mai di tecnologie: con lui Kirsch voleva discutere solo di arte.
Per gli appassionati collegandosi a: "Origin Dan Brown" possono trovare un video personalizzato e anche il prologo e il primo capitolo completo.

mercoledì 6 settembre 2017

Il re, il saggio e il buffone

Un libro che ho scoperto da pochissimo. E' il racconto di questi tre personaggi che hanno un sogno e questo sogno porta il re a indire un torneo delle religioni. Sembrava una favoletta e invece si sta rivelando un bellissimo confronto fra le 5 religioni più importanti al mondo più la visione dell'ateo. Il torneo inizia proprio dall'ateo che presenta le sue proposte a riguardo dell'esistenza di Dio. Altro che favoletta. E' un racconto sulla storia delle religioni, sulla filosofia e sulla riflessione di una possibile convivenza tra persone di culture e religioni diverse. Proprio quello che mi appresto a fare anche quest'anno a scuola. 

Questo è il giorno delle scoperte. Basta cercare e lasciarsi guidare dalle intuizioni che le unità didattiche arrivano.
Prima o poi cercherò di costruire un anno di insegnamento anche sulla storia di Pinocchio. Si potrebbe quasi usare come libro di testo invece di libri che poi non vengono usati. Poi il racconto può essere scaricato, letto e sottolineato facilmente.
Un sogno come quello del re e dei suoi tre aiutanti...

E chissà dal sogno nel cassetto si potrà arrivare ad un sogno che si può togliere dal cassetto e mettere in cattedra. Anzi sui banchi di scuola.

Colui che raccontò la grazia

Dedico volentieri questo post alla pubblicazione di questo libro edito da Cittadella. Il libro del collega e amico Mauro che aiuta a ...