sabato 13 gennaio 2018

Tutti pazzi per Donato (Carrisi)


C’è chi dice che sia lo scrittore italiano di thriller che ha fatto più copie, chi lo paragona a Stieg Larrson o a Jo Nesbo. Fatto sta che ha ormai scritto diversi romanzi che sono ristampati e tradotti in tutto il mondo. Il primo successo che si ricorda è il libro “la ragazza nella nebbia” uscito ormai nel 2015 e prossimamente in videoteca il prossimo febbraio in dvd e blu-ray. Racconta la storia di una giovane che sparisce in un piccolo paesino di montagna. Carrisi manda alla ricerca tutti i suoi personaggi magistralmente presentati. Ciascuno con il suo carattere e le sue potenzialità. Tutti insieme per raggiungere un unico obbiettivo. Recuperare qualsiasi indizio per ritrovare la ragazza. I colpi di scena non mancano e il libro lo si divora in poco tempo. Qualcuno ritrova dentro questo romanzo e in tutti gli altri le vicende di cronaca nera degli ultimi tempi. La ragazza nella nebbia ricorda la ricerca della piccola Yara scomparsa già il 26 novembre 2010 e ritrovata il 26 febbraio 2011. 

Il film è interpretato da attori come Toni Servillo e Alessio Boni e diretto interamente dallo scrittore alla prima nel cinema. Magari prossimamente potrebbe avere spazio un mio commento a riguardo. Carrisi prepara la scena, presenta i personaggi del suo giallo, fa scoprire alcuni indizi e quasi sempre ribalta tutto. Mai risulta essere scontato. È davvero uno scrittore di gialli dove più che il colore caldo del sole rappresenta i suoi romanzi con la nebbia e il colore nero. Entra nei meandri delle menti contorte di alcune persone e riesce a renderle reali. Leggi sulla carta e le persone ti si presentano davanti. Leggi lo spazio e il tempo e Carrisi ti fa proiettare nel tempo, ti fa respirare la nebbia che hai attorno e ti fa provare il terrore e la paura che le persone provano. Anzi fa molto di più, aumenta il dubbio che tutte le persone che incontri nel romanzo potrebbero essere potenzialmente l’assassino. Ultimamente sta scalando le classifiche con il suo nuovissimo romanzo “l’uomo del labirinto”. Nuovi personaggi ma stesso stile di scrittura. Questa volta ancora più asciutto rispetto alle descrizioni per lasciare spazio alla suspense e ai colpi di scena. Chi è abituato a leggerlo non si troverà disorientato nel tipo di scrittura. Dal “suggeritore” all’”ipotesi del male” con la presenza di una eroina indimenticabile ai due grandi protagonisti della trilogia con Marcus e Sandra Vega nel “tribunale delle anime”, “il cacciatore del buio” e “il maestro delle ombre”. 

Un ultimo romanzo che si discosta da tutti è “la donna dei fiori di carta” con un intreccio tutto suo. Cerca di aprire la mente del lettore a cosa sia uno sguardo più aperto, direi quasi “astratto” e “infinito” su quel tema enorme che è l’amore. Nulla a che fare con tutti gli altri romanzi. Il consiglio per la lettura è quello di partite dagli ultimi romanzi pubblicati, passare al ciclo di Mila e infine con quello di Marcus e Sandra se la dipendenza di Carrisi non ti fa dormire di notte e ti fa e sempre in attesa di qualcuno di oscuro dietro l’angolo.

martedì 2 gennaio 2018

L'uomo del labirinto - Donato Carrisi


Come sempre Carrisi parte piano con il suo intreccio. Dà solo pochi punti di riferimento e poi inizia a raccontare e a non far prendere fiato al lettore. Pagina dopo pagina lo accompagna fino a far scoprire colpo di scena dopo colpo di scena un finale che non ti aspetti. Ed è sempre così, tutti i suoi romanzi che ho letto non riesci mai a capire dove vuoi arrivare. Solo all'ultima pagina e ripensando a tutte le pagine già lette capisci tutto (o quasi) perchè alcuni dubbi ti rimangono in testa. Un buon libro thriller e giallo come sà scrivere Carrisi.

Da poco ho iniziato anche "la ragazza nella nebbia" e il primo della trilogia con i protagonisti Marcus e Sandra nel "tribunale delle anime".

mercoledì 6 dicembre 2017

Il suggeritore - Donato Carrisi


Carrisi come scrittore non l'avevo mai incontrato. Ho iniziato a leggere questo suo primo romanzo e mi ha subito preso. Il ritmo incalzante ti fa perdere le ore di sonno perché vuoi sapere fino dove va a finire e quello che succede. I colpi di scena sono molteplici e mai banali. Carrisi si è rivelato una scoperta.

In questi giorni è uscito il suo ultimo romanzo: 


L'uomo del labirinto. Prima leggo tutti gli altri e poi passo a quest'ultimo.

Già dal titolo promette bene!

Ogni tuo respiro


Il film racconta la storia di Robin Cavendish che negli anni 70 si batte per i diritti dei disabili. Costruisce la prima carrozzina con un respiratore che serve per dargli l’ossigeno attraverso la tracheotomia. 
Per questo sogna,combatte e ama. Ha accanto a se la moglie che é una donna forte. Il film è coinvolgente e appassionante. 

Una cosa non condivido. Se un uomo come lui ha sognato, ha combattuto e ha amato fino ad ogni respiro come dice il titolo allora non può finire così. Il protagonista chiede in un giorno in cui ha deciso lui di “togliersi” la vita. 

Se ogni respiro é vita, la scelta di togliersi il respiro è molto discutibile. 

Ho un padre che è tracheotomizzato e nei momenti difficili della sua operazione “ogni respiro” era davvero un soffio di vita. Ogni giorno mi ha insegnato e mi insegna quanto bella è la  anche se non puoi comunicare. Quanto è fantastica la vita anche se per mangiare hai bisogno di un sondino gastrico. 

Non conosco la storia vera di Robin ma cercando in internet ho trovato alcuni commenti che dicono che ad un certo punto abbia scelto di “staccare la spina”. I medici gli avevano dato solo 3 mesi di vita e lui con la moglie e egli amici hanno dimostrato che si poteva vivere molto di più. Arriverà a vivere 36 anni in più rispetto all’ulyimatum dei medici. Dimostra che con la forza di volontà si può combattere per vivere; mentre in quegli anni una persona affetta da poliomielite e paralizzata aveva ben poco da vivere.
Aveva 27 anni, Robin, quando gli diedero tre mesi di vita. Morirà a 64, nel 1994, quando, con Diana, deciderà che a un certo punto basta, a un certo punto si può, e si deve, accettare il proprio destino. E andare.
È uno dei tanti  commenti che ho trovato navigando in rete.
Cosa si significa che “ad un certo punto deciderà che è finita?”
“Accettare il proprio destino?” Perchè c’è un destino che si deve accettare? Di che tipo di destino si parla? Andare dove?

Lascio aperte queste domande per una riflessione più ampia. Da parte mia penso che ogni uomo possa decidere di donare il proprio respiro fino alla fine. E sono scelte. Scelte che rispetto ma che non condivido.

Questo lo dovevo scrivere.



Colui che raccontò la grazia

Dedico volentieri questo post alla pubblicazione di questo libro edito da Cittadella. Il libro del collega e amico Mauro che aiuta a ...